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Pizzo d'Intermesoli dall'Albergo di Campo Imperatore 

Per il Passo della Portella e la Selletta del Cefalone.

12 luglio 2008

Dopo la "forzata" rinuncia del 24 giugno, eccoci di nuovo "all'attacco" del Pizzo d'Intermesoli, questa volta dal meno impressionante versante aquilano di Campo Imperatore. Ma l'escursione è pur sempre impegnativa e riservata agli "esperti", per cui alle 9,15 ci avviamo in 3 lungo il classico sentiero n° 1 per il Passo della Portella.

La via più veloce per la Sella dei Grilli è sempre il sentiero 1V, che attraversa il circo glaciale del Cefalone sotto le incombenti rocce della parete orientale di Pizzo Cefalone, tra ghiaioni e residui di nevai. Il percorso è impervio e poco frequentato, ma dall'alto ci giungono gli schiamazzi dei gruppi diretti al Cefalone.

Di buon passo, affrontiamo l'ultima breve ma ripida salita che ci conduce alla Selletta del Cefalone, dove ci concediamo una prima sosta al cospetto del grandioso panorama che ci circonda.

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Campo Pericoli

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Venacquaro

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Pizzo d'Intermesoli

Aggirato un piccolo dosso erboso scendiamo senza problemi alla Sella dei Grilli, ampia depressione della cresta tra il Cefalone e l'Intermesoli e punto di passaggio obbligato tra Campo Pericoli ed il Venacquaro. Di fronte a noi si alza ripissimo il Pizzo d'Intermesoli, con il suo detritico versante sud inciso da canaloni di pietre ed interrotto a più altezze da fasce di rocce rotte. La traccia del sentiero è evidente solo nel tratto iniziale.

Ci avviamo con fatica lungo l'erta salita, per accorgergi rapidamente che il sentiero è ridotto in condizioni "pietose"; le rocce fratturate alimentano continue colate di detriti, che ricoprono il sentiero e non vengono più rimosse. Sia la manutenzione che la segnaletica sembra non siano più state effettuate da almeno 20 anni. Di conseguenza i pochi escursionisti che passano di qua cercano da soli la via migliore per salire e per scendere, e raramente queste vie coincidono fra loro o con quelle trovate da altri; ciò non fa che peggiorare le cose.

Salendo non manchiamo di notare gli escrementi di camoscio, lo splendido animale rientrodotto sul Gran Sasso da una ventina d'anni e che si è stabilito sul Pizzo d'Intermesoli con uno dei gruppi più numerosi, e rare piantine di genepì nei punti meno franosi del pendio. Alle 12,45 siamo finalmente in vetta, e possiamo goderci l'amplissimo panorama e il meritato pranzo.

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sulla vetta!

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i due Corni

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Monte Corvo

Dopo una sosta di circa mezz'ora ci rimettiamo sulla via del ritorno, poiché le difficoltà non sono finite con la salita; trovare una via "comoda" e "sicura" per scendere dalla vetta non è affatto facile, così come non sono piacevoli i due tratti in salita da affronare, di cui l'ultimo su un ripido ghiaione.

Ma alla fine alle 16,15 siamo di nuovo al piazzale dell'Albergo di Campo Imperatore, ansiosi di ricostituire la nostra scorta di sali con una buona birra fresca (Coca Cola per gli astemi).

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