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Le Grandi Traversate
La traversata
del Morrone
domenica 20
giugno 2010
Non si smentisce la
tradizione che vuole questo ciclo di escursioni fortemente contrastato
dalle condizioni meteorologiche. Questa volta, nonostante tutto, ci
abbiamo provato ed abbiamo compiuto la traversata del Morrone; anche se,
complici la fitta nebbia, la scarsa segnaletica e la non eccelsa
conoscenza dei luoghi da parte della guida, invece che a Popoli siamo
scesi a ... Salle!
Anche la documentazione
fotografica è alquanto carente. In compenso siamo in grado di
documentare come sarebbe stata la discesa prevista, grazie al
sopralluogo compiuto due settimane prima dell'escursione.
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| Siamo partiti dal
Guado San Leonardo con le nuvole che già coprivano la vetta del Morrone.
Qualche sprazzo di sole ci ha illuso di riuscire ad arrivare indenni
alla nostra meta. Invece, raggiunta Casa Capoposto, nebbia vento e
freddo hanno tentato di convincerci cha avevamo sbagliato stagione e non
eravamo ancora alla vigilia del solstizio d'estate. |
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Ai piedi della salita finale ci
siamo trovati immersi nella nebbia, e qualcuno ha pensato che invece di
essere al Morrone fossima magari capitati al ... Calvario.
Ma il vero "calvario"
è arrivato dopo la vetta, quando ci siamo trovati a scendere su
percorsi sconosciuti con 10 metri di visibilità, 6 gradi di
temperatura, e una insistente pioggerellina. A nulla sono valsi carta,
bussola e altimetro, e quando siamo arrivati al limite del bosco ed
abbiamo finalmente trovato un sentiero segnato, abbiamo deciso di
seguirlo anche se scendeva ad est invece che ad ovest! |
| Due settimane prima,
con cielo sereno e temperature decisamente estive, avremmo potuto godere
della vista dall'alto della "Fossa", dove sopravvivono enormi
esemplari di abete bianco, e della cresta sud di Monte Rotondo ... |
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... prima di
scendere nella fresca faggeta per visitare da vicino i giganti vegetali
che, arrivati qui durante l'era glaciale, ancora resistono in questo
angolo di Morrone grazie ad un particolare microclima e ad un suolo
acido creatosi in seguito al carsismo che ha "sciolto" il
calcare ed originato la caratteristica depressione della
"Fossa".
Poi, su sentiero a
tratti ripido e stradina finale, avremmo potuto raggiungere
tranquillamente la nostra meta! Sarà per un'altra volta.
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