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 UN AUTUNNO ROSSO-LAGA 

Autunno. Le giornate si accorciano e la temperatura diminuisce; gli alberi a foglie larghe (latifolie) cominciano a riassorbire le sostanze nutritive dalle foglie, accumulandovi sostanze di rifiuto; in breve le foglie perderanno la loro caratteristica colorazione verde ed assumeranno le tipiche calde tinte autunnali, per poi cadere ad un soffio di vento più forte del normale.

I Monti della Laga, le cui pendici sono coperte da estese faggete, assumono in questo periodo una colorazione rosso-bruna, che sotto particolari condizioni di luce diventano quasi rosso-fuoco. E' questo il momento ideale per tornare sulla Laga, montagne che abbiamo conosciuto con una veste diversa in primavera, ammirando le straordinarie cascate nella Valle delle Cento Fonti, del Fosso della Morricana o il fantastico "trittico amatriciano" (cascate di Ortanza, delle Barche e delle Scalette).

Questa volta vi invitiamo a conoscere un aspetto diverso di queste montagne così particolari ed uniche nell'Appennino Centrale, con itinerari il cui impegno sarà direttamente proporzionale alla lunghezza della giornata. Cominceremo con una escursione di "ampio respiro", approfittando delle giornate ancora relativamente lunghe di inizio ottobre, nella valle di Selva Grande (versante occidentale), per passare quindi a passeggiate meno impegnative quando i boschi si tingeranno di rosso, percorrendo i tradizionali sentieri dei pastori e dei taglialegna, o a "ritrovare"antichi paesi abbandonati fra i castagneti. Poi, quando gli alberi spogli tingeranno di bruno i fianchi delle montagne, allorché i primi freddi anticipatori dell'inverno potrebbero farci la sorpresa di una precoce nevicata, andremo a cercare paesaggi natalizi in una delle più straordinarie abetine abruzzesi.

 

 PROGRAMMA 

 5 ottobre 2008  La valle di Selva Grande: uno strepitoso ed impegnativo anello nel versante occidentale della catena, affacciata su Amatrice; un dislivello elevato e pendenze vertiginose ripagate da un ambiente unico e da panorami amplissimi.

la storia e le foto

 9 novembre 2008  Castagneti e borghi abbandonati: ai piedi del versante orientale dei Monti della Laga, alla spalle della Montagna dei Fiori, l'orografia disegna un complicato sistema di creste e vallette, dove l'antica presenza dell'uomo è testimoniata da numerosi piccoli borghi, in gran parte abbandonati, e boschi misti ove è frequente la presenza del castagno.

la storia e le foto

 7 dicembre 2008  Il sentiero dell'Abete Bianco: l'estrema propaggine delle cresta est del Gorzano forma, vicino a Cortino, il Monte Bilanciere che, per la sua posizione isolata è un eccezionale balcone panoramico; sulle sue pendici numerose peculiarità floristiche e geologiche sono collegate da un sentiero segnalato e descritto dal WWF di Teramo 20 anni fa.

la storia e le foto

 

 5 ottobre 2008: la valle di selva grande 

Uno strepitoso anello di inizio autunno tra i più estesi boschi del versante occidentale della Laga, che danno il nome alla più ampia e profonda delle valli che scendono verso Amatrice, delimitata a sud dalla cresta di Colle Pelara, che percorreremo in salita, e a nord dai balzi tra cui scende la Cascata delle Barche e, più in alto, dai ripidi prati della Solagna.

Dalla cappella del Sacro Cuore (1384 m s.l.m), che si raggiunge con piccola stradina asfaltata da Capricchia di Amatrice, risaliremo il fianco sinistro (orografico) della valle fino allo Stazzo di Selva Grande (1545 m) ed alla vicina sorgente di Piani Fonte; poi si comincia a salire verso destra nel bosco, per uscire panoramicamente sui prati nei pressi dello Stazzo di Gorzano (1882 m). Un traverso a mezza costa ci porterà sulla ripida cresta ovest del Gorzano, che seguiremo fino in vetta (2458 m). Dopo una breve discesa verso nord, lasciandoci a sinistra il Fosso di Gorzano ed a destra il Fiume Tordino, percorreremo con lievi saliscendi la cresta principale della Laga fino al Monte Pelone (2259 m) ed alla Sella della Solagna (2221 m). Qui inizia il percorso di discesa, a tratti ripido ma sempre su comoda traccia; si passa per lo Stazzo Padula e, attraversato il Fosso di Selva Grande, si raggiunge lo Stazzo della Pacina, in un ampio anfiteatro con scenografica cascata (quando c'è acqua). Aggirati i Balzi Classette ci ricongiungiamo con il percorso dell'andata nei pressi dello Stazzo di Selva Grande.

Il dislivello complessivo è di oltre 1200 metri, ma l'ambiente è grandioso e, se non conoscete la Laga, veramente diverso dai "soliti" paesaggi calcarei dell'Appennino Centrale. Se decidete di venire non prendete altri impegni per la serata!

 

 9 NoVEMbre 2008: CaSTAGNETI E BORGHI aBBandONATI 

Una escursione tranquilla per assaporare atmosfere di un tempo passato ed irripetibile. Nella vasta area geografica compresa tra i Monti della Laga ed i Monti Gemelli, appartenente ai primi per motivi geologici ed ai secondi per ragioni geografiche, sorgono decine di minuscoli paesi, i cui abitanti traevano di che vivere dalle poche risorse della montagna: legna, pascolo, agricoltura di sussistenza e, soprattutto, castagne. Arroccati su creste o spersi dentro qualche valletta, gran parte di questi borghi sono stati del tutto (o quasi) abbandonati intorno alla metà del secolo scorso, prima che le "moderne comodità" li raggiungessero: fino a pochi anni fa alcuni di essi non avevano neanche una strada!

Percorrendo sentieri e mulattiere tutte da riscoprire (ed in parte forse da "riaprire"), tra pascoli abbandonati, boschi di querce e faggi e secolari castagni, ci attendono numerose sorprese!

Da Leofara (il cui nome ne svela origini longobarde), a 1000 m di quota ai piedi del Monte Tignoso, un antico sentiero ci condurrà in lieve salita sulla cresta di Monte Pellino (1100 m circa), per scendere poi nell'appartata Valle dell'Acero (767 m) e risalire quindi al paese di Laturo (830 m), su una strategica crestina esposta al sole. Risalendo la cresta si raggiungerà una strada sterrata che ci  condurrà, con modesti saliscendi finali, a Settecerri (928 m). Dopo il pranzo al sacco si tornerà indietro lungo la sterrata, risalendo senza fatica le pendici di Colle Fiatone, fino alla Sorgente La Cordella, in un bellissimo prato a circa 1100 m di quota. Da qui si potrà raggiungere la vetta di Monte Tignoso (1367 m, panoramicamente affacciata verso le gole del Salinello) o, più tranquillamente, tagliare per il Colle della Croce (1182 m) e in ogni caso scendere a Leofara, dove si conclude l'anello.

Il percorso è di circa 12 km, abbreviabile a 9 se non si passa per Settecerri, con un dislivello in salita variabile tra 500 e 700 metri.

 

 7 DICEMbre 2008: IL SENTIERO DELL'aBETE BIanCO 

Il periodo scelto non è "rischioso", anzi...! Una eventuale spruzzata di neve rende magico l'ambiente, particolarmente dentro l'abetina, e permette di individuare meglio la presenza di molti animali difficili da vedere, ma le cui tracce restano sul terreno innevato. Invece occorre attenzione in caso di pioggia, poiché alcuni tratti diventano molto scivolosi: in tal caso non sarà completato l'anello, limitando il percorso alla sola parte alta.

Il percorso base, da Fonte Palumbo a Cortino, è lungo circa 7 km, con un dislivello di 400 m; la sua percorrenza richiede circa 3 ore, soste escluse. Completare l'anello porta la lunghezza complessiva a 10 km ed il dislivello a quasi 600 metri; i tempi si allungano di 1 ora e mezzo.

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