Dopo
tanti annullamenti e rinvii causa maltempo, una domenica meno grigia del
solito ci ha consentito di tornare a camminare sui sentieri del
"contado" aquilano. Squarci di sole e quasi totale assenza di
vento ci hanno permesso di godere una escursione affrontata, come deve
essere in questi luoghi, a "passo lento", per godere
dell'ambiente e delle sensazioni che trasudano dalle pietre, sia quelle
manipolate dall'uomo che quelle modellate dalla natura.
Da Cavalletto
d'Ocre, raggiunta in autobus dal Capoluogo alle 10,30, abbiamo
rapidamente raggiunto Valle, per imboccare la pista e poi il sentiero
che, con panoramica vista sulla Fossa del Castellano, ci ha condotto sul
Piano d'Ocre, a costeggiare nella folta pineta la grande dolina di Fossa
Raganesca. Dopo aver raggiunto lo straordinario punto d'osservazione
dall'alto del convento di Sant'Angelo, abbiamo iniziato l'ascesa verso
il Castello d'Ocre, mentre sulla destra un momentaneo squarcio della
coltre nuvolosa ci permetteva di cogliere una rapida visione di Monte
Ocre imbiancato.
Al Castello,
strategicamente posto sulla vetta di Monte Circolo, non poteva mancare
uno sguardo al sottostante paese di Fossa ed al tratto orientale della
conca aquilana, dove ampi tratti della verde campagna č stata
sostituita da grigi capannoni industriali e artigianali. Dopo la
doverosa pausa pranzo (erano ormai le 12,30), siamo scesi verso San
Panfilo, per poi deviare a sinistra e, passando per Fonte d'Ocre,
abbiamo raggiunto il Convento di Santo Spirito.
Il successivo
tratto fino a Casentino ci ha regalato un ruscello che eccezionalmente
scorreva nella valletta carsica sotto il convento. Poi ancora stradine e
tratti di asfalto fino a Sant'Eusanio, la breve visita alla splendida ed
antica chiesa, e l'ultimo tratto, tra asfalto e fango, fino alla
Stazione FF.SS. di San Demetrio, in netto anticipo sull'orario del
treno.
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