Leggermente
spostato in avanti per motivi logistici (le giornate di metà luglio sono
solo di poco più brevi di quelle di fine giugno, ma garantiscono un
minore innevamento), ecco il programma della seconda edizione:
| Sabato 10 luglio |
Pizzo Cefalone
(2.533 m) dalla Strada
Provinciale del Vasto. Salita
per Sella Malecoste e Cresta delle Malecoste, discesa per il Vallone
della Portella. Dislivello
1.500 m |
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Grazie
alla vicinanza all'Albergo di Campo Imperatore è una delle vette più
frequentate del Gran Sasso, tramite il sentiero n. 1 per il Passo della
Portella. Il ripido, brullo ed assolato versante sud è a prima vista
assai più repellente, anche per le grandi fasce rocciose che vietano
agli escursionisti vie "dirette", obbligandoli a lunghe
deviazioni verso ovest o a percorrere il Vallone della Portella. E
invece aggirando le rocce verso sinistra si finisce in luoghi solitari e
affascinanti, con panorami mozzafiato sui valloni glaciali e un lungo
percorso "aereo" sulla Cresta delle Malecoste, sconsigliato a
chi soffre di vertigini.
Obbligatori
un copricapo per il sole, bastoncini e una grande riserva d'acqua (2
litri potrebbero non bastare!).
Al
km 2+800 della S.P. del Vasto (quota 1180 m s.l.m.) si imbocca una pista
sterrata sulla destra (proveniendo da Assergi) che sale diagonalmente
verso sinistra e raggiunge un rifugio (1445 m); si continua su sentiero
fino a superare un marcato canalone, che si attraversa e si segue poi in
salita con numerosi tornanti fino ad immettersi in una nuova pista (Colle
Quadreglio, 1901 m). Si continua a salire fino a raggiungere uno
stazzo con alcune costruzioni (Stallozzo, 1982 m) oltre il quale,
seguendo la valletta, si perviene al Piano di Camarda con relativo
omonimo lago (2050 m), posto sulla cresta principale tra Monte Ienca (a
ovest) e Pizzo di Camarda (ad est). Seguendo il filo di cresta verso
destra, con un ultimo tratto ripido, si raggiunge la vetta di Pizzo
di
Camarda (2332 m). Facendo attenzione agli strapiombi sulla sinistra, si
prosegue verso est scendendo alla sella sottostante (2185 m), si aggira
sulla destra la piccola elevazione senza nome e si perviene alla Sella
delle Malecoste (2229 m).
Una
breve salita conduce ora alla Cima delle Malecoste (2421 m), dove inizia
l'omonimo Costa, splendidamente affacciata a sinistra sulla conca
glaciale del Venacquaro e a destra sulla Valle del Vasto e buona parte
dell'Abruzzo interno. Senza particolari difficoltà si procede su cresta
verso est, fino ai piedi della Cima Papa Giovanni Paolo II (ex
"gendarme"), che si aggira a destra e, con un ultimo tratto su
roccia si sale al Pizzo Cefalone (2533 m).
Si
scende ora con attenzione sul ripidissimo versante sud, seguendo
rigorosamente i tornanti del sentiero; poi si continua verso est fino
allo storico Valico della Portella (2260). Poco dopo si abbandona il
sentiero per Campo Imperatore e si imbocca a destra il sentiero che, con
innumerevoli svolte, scewnde nel Vallone della Portella (transitando per
l'omonima fonte) fino a Fonte Cerreto (1120 m).
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| Mercoledì 14 luglio |
Monte Camicia
(2.564 m) da Rigopiano. Salita
per Fonte Torricella e Monte Tremoggia, discesa per il Vallone di Vradda,
Fonte Vetica e Vado di Siella. Dislivello
1.600 m |
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escursione annullata |
La
parte alta è la classica salita al Camicia da Fonte Vetica; la parte
inferiore è una escursione nei
folti boschi del versante orientale. Insieme fanno un itinerario lungo e
impegnativo, e decisamente vario.
Dalla
località turistica di Rigopiano (quota 1150 m s.l.m.) si segue la
strada asfaltata per Castelli o i sentieri che la costeggiano, prima a
destra poi a sinistra, per circa 1,5 km; in corrispondenza del valico
(1261 m), si imbocca una pista sterrata sulla sinistra che sale a
tornanti nel bosco. All'uscita sui prati la pista devia decisamente a
destra (nord), supera Valle Cupa e raggiunge Fonte Torricella (1777 m,
capannone di pastori). Si prosegue su sentiero sul versante est di Monte
Siella fino alla testata di Valle Savina; si lascia a destra Monte Coppe
e deviando a sinistra si raggiunge Sella di Fonte Fredda (1994 m), dove
si incontra il sentiero n. 8B che viene da Fonte Vetica.
Seguendo
questo sentiero si procede sul filo di cresta toccando la cima del Monte
Tremoggia (2350 m) e sfiorando la sommità dell'immensa e stupenda
parete nord di Monte Camicia. Un breve tratto detritico conduce alla
cupola sommitale e quindi alla vetta (2564 m). La discesa avviene
inizialmente lungo l'itinerario di salita, per poi abbandonarlo e
scendere a destra nel Vallone di Vradda (sentiero n. 8A) fino a
raggiungere Fonte Vetica (1632 m, fontana, rifugio forestale,
ristorante-bar).
Attraversato
il sottostante piazzale-parcheggio si scende per prati accostandosi al
piede del versante ovest di Monte Siella fino ad incrociare (1557 m) la
marcata mulattiera che risale a Vado di Siella (1725 m). Si scende
quindi nel vallone verso nord, attraverso una zona di grandi massi
detritici dalle strane forme, finché si rientra nel bosco deviando a
destra (est). Al margine di una radura si raggiunge la Fonte dei Trocchi
(1524 m), poi il sentiero torna a dirigersi verso nord e raggiunge la
strada asfaltata in prossimità di Rigopiano.
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| Domenica 18 luglio |
Monte Corvo
(2.623 m) da Prato Selva. Salita
per Colle delle Monache e la cresta ovest, discesa per il Venacquaro e
il Rifugio del Monte. Dislivello
1.550 m |
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guarda le foto |
La
più occidentale delle grandi vette del Gran Sasso domina il paesaggio
dell'alta Valle del Vomano. Si impone alla vista con i suoi circhi
glaciali e le due grandi valli che ne incidono il versante
settentrionale, mentre a sud offre alla Valle del Chiarino una immane
bastionata rocciosa che rende impossibile l'accesso al normale
escursionista. Noi proponiamo un anello altamente panoramico, che ripaga
la fatica con visioni uniche e con sorprese che non vi anticipiamo.
Dalla
località turistica di Prato Selva (quota 1370 m s.l.m.) si
sale verso sud sui prati, seguendo la seggiovia. Ai piedi di Colle
Abetone (1606 m) si incontra una pista che si segue verso destra
entrando nel bosco in lieve discesa e raggiunge Fonte
Incodara (1584 m); si prosegue su sentiero
verso ovest entrando nel profondo vallone Crivellaro,
che si risale brevemente per poi uscire a destra e risalire rapidamente
alla selletta a nord del Colle delle
Monache (1904 m). Senza percorso obbligato
si risale adesso la lunga e ripida cresta che conduce direttamente all'anticima
ovest di Monte Corvo (2533 m); da qui non
resta che seguire la cresta verso est per raggiungere la cima di Monte
Corvo (2623 m).
Con
il sentiero della "normale" si scende (con attenzione) alla Sella
di Monte Corvo (2305 m) e quindi verso est
alla Fonte del Venacquaro
(2045 m) e al fondo della grande conca glaciale del Venacquaro. Si
imbocca quindi verso nord la splendida e pianeggiante Valle
del Venacquaro, incuneata tra Monte Corvo e
Pizzo d'Intermesoli, fino ad incontrare il bivio con il sentiero n. 13,
che traversa verso sinistra su ripidi prati per scendere poi nel Vallone
di Fosso del Monte al Rifugio del Monte
(1614 m), in un fantastico prato al margine del bosco, circondato da
enormi massi. Ora tocca risalire verso ovest, tra grandi faggi, fino al Piano
di San Pietro (1800 m circa); da qui,
aggirando a ovest la cima di Colle Abetone, si torna sulle erbose piste
da sci di Prato Selva.
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Tutte le escursioni sono di
difficoltà "EE" (per escursionisti esperti), principalmente per
il dislivello e la lunghezza, ma anche per qualche breve tratto esposto;
in nessun caso sono presenti difficoltà di tipo alpinistico. Le
escursioni saranno effettuate solamente in presenza di bel tempo stabile.
I percorsi, benché conosciuti dalle guide, non saranno controllati prima
dell'escursione, e quindi saranno possibili "sorprese".
Per gli orari consultare la
pagina del programma
delle escursioni.
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