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LE SALITE PIU' DURE DEL GRAN SASSO 2010

 

Leggermente spostato in avanti per motivi logistici (le giornate di metà luglio sono solo di poco più brevi di quelle di fine giugno, ma garantiscono un minore innevamento), ecco il programma della seconda edizione:

Sabato 10 luglio Pizzo Cefalone (2.533 m) dalla Strada Provinciale del Vasto. Salita per Sella Malecoste e Cresta delle Malecoste, discesa per il Vallone della Portella. Dislivello 1.500 m

 

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Grazie alla vicinanza all'Albergo di Campo Imperatore è una delle vette più frequentate del Gran Sasso, tramite il sentiero n. 1 per il Passo della Portella. Il ripido, brullo ed assolato versante sud è a prima vista assai più repellente, anche per le grandi fasce rocciose che vietano agli escursionisti vie "dirette", obbligandoli a lunghe deviazioni verso ovest o a percorrere il Vallone della Portella. E invece aggirando le rocce verso sinistra si finisce in luoghi solitari e affascinanti, con panorami mozzafiato sui valloni glaciali e un lungo percorso "aereo" sulla Cresta delle Malecoste, sconsigliato a chi soffre di vertigini.

Obbligatori un copricapo per il sole, bastoncini e una grande riserva d'acqua (2 litri potrebbero non bastare!).

 

Al km 2+800 della S.P. del Vasto (quota 1180 m s.l.m.) si imbocca una pista sterrata sulla destra (proveniendo da Assergi) che sale diagonalmente verso sinistra e raggiunge un rifugio (1445 m); si continua su sentiero fino a superare un marcato canalone, che si attraversa e si segue poi in salita con numerosi tornanti fino ad immettersi in una nuova pista (Colle Quadreglio, 1901 m). Si continua a salire fino a raggiungere uno stazzo con alcune costruzioni (Stallozzo, 1982 m) oltre il quale, seguendo la valletta, si perviene al Piano di Camarda con relativo omonimo lago (2050 m), posto sulla cresta principale tra Monte Ienca (a ovest) e Pizzo di Camarda (ad est). Seguendo il filo di cresta verso destra, con un ultimo tratto ripido, si raggiunge la vetta di Pizzo di Camarda (2332 m). Facendo attenzione agli strapiombi sulla sinistra, si prosegue verso est scendendo alla sella sottostante (2185 m), si aggira sulla destra la piccola elevazione senza nome e si perviene alla Sella delle Malecoste (2229 m).

Una breve salita conduce ora alla Cima delle Malecoste (2421 m), dove inizia l'omonimo Costa, splendidamente affacciata a sinistra sulla conca glaciale del Venacquaro e a destra sulla Valle del Vasto e buona parte dell'Abruzzo interno. Senza particolari difficoltà si procede su cresta verso est, fino ai piedi della Cima Papa Giovanni Paolo II (ex "gendarme"), che si aggira a destra e, con un ultimo tratto su roccia si sale al Pizzo Cefalone (2533 m).

Si scende ora con attenzione sul ripidissimo versante sud, seguendo rigorosamente i tornanti del sentiero; poi si continua verso est fino allo storico Valico della Portella (2260). Poco dopo si abbandona il sentiero per Campo Imperatore e si imbocca a destra il sentiero che, con innumerevoli svolte, scewnde nel Vallone della Portella (transitando per l'omonima fonte) fino a Fonte Cerreto (1120 m).

 

Mercoledì 14 luglio Monte Camicia (2.564 m) da Rigopiano. Salita per Fonte Torricella e Monte Tremoggia, discesa per il Vallone di Vradda, Fonte Vetica e Vado di Siella. Dislivello 1.600 m

 

escursione annullata

 

La parte alta è la classica salita al Camicia da Fonte Vetica; la parte inferiore è una escursione nei folti boschi del versante orientale. Insieme fanno un itinerario lungo e impegnativo, e decisamente vario. 

 

Dalla località turistica di Rigopiano (quota 1150 m s.l.m.) si segue la strada asfaltata per Castelli o i sentieri che la costeggiano, prima a destra poi a sinistra, per circa 1,5 km; in corrispondenza del valico (1261 m), si imbocca una pista sterrata sulla sinistra che sale a tornanti nel bosco. All'uscita sui prati la pista devia decisamente a destra (nord), supera Valle Cupa e raggiunge Fonte Torricella (1777 m, capannone di pastori). Si prosegue su sentiero sul versante est di Monte Siella fino alla testata di Valle Savina; si lascia a destra Monte Coppe e deviando a sinistra si raggiunge Sella di Fonte Fredda (1994 m), dove si incontra il sentiero n. 8B che viene da Fonte Vetica.

Seguendo questo sentiero si procede sul filo di cresta toccando la cima del Monte Tremoggia (2350 m) e sfiorando la sommità dell'immensa e stupenda parete nord di Monte Camicia. Un breve tratto detritico conduce alla cupola sommitale e quindi alla vetta (2564 m). La discesa avviene inizialmente lungo l'itinerario di salita, per poi abbandonarlo e scendere a destra nel Vallone di Vradda (sentiero n. 8A) fino a raggiungere Fonte Vetica (1632 m, fontana, rifugio forestale, ristorante-bar).

Attraversato il sottostante piazzale-parcheggio si scende per prati accostandosi al piede del versante ovest di Monte Siella fino ad incrociare (1557 m) la marcata mulattiera che risale a Vado di Siella (1725 m). Si scende quindi nel vallone verso nord, attraverso una zona di grandi massi detritici dalle strane forme, finché si rientra nel bosco deviando a destra (est). Al margine di una radura si raggiunge la Fonte dei Trocchi (1524 m), poi il sentiero torna a dirigersi verso nord e raggiunge la strada asfaltata in prossimità di Rigopiano.

 

Domenica 18 luglio Monte Corvo (2.623 m) da Prato Selva. Salita per Colle delle Monache e la cresta ovest, discesa per il Venacquaro e il Rifugio del Monte. Dislivello 1.550 m

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La più occidentale delle grandi vette del Gran Sasso domina il paesaggio dell'alta Valle del Vomano. Si impone alla vista con i suoi circhi glaciali e le due grandi valli che ne incidono il versante settentrionale, mentre a sud offre alla Valle del Chiarino una immane bastionata rocciosa che rende impossibile l'accesso al normale escursionista. Noi proponiamo un anello altamente panoramico, che ripaga la fatica con visioni uniche e con sorprese che non vi anticipiamo.

 

Dalla località turistica di Prato Selva (quota 1370 m s.l.m.) si sale verso sud sui prati, seguendo la seggiovia. Ai piedi di Colle Abetone (1606 m) si incontra una pista che si segue verso destra entrando nel bosco in lieve discesa e raggiunge Fonte Incodara (1584 m); si prosegue su sentiero verso ovest entrando nel profondo vallone Crivellaro, che si risale brevemente per poi uscire a destra e risalire rapidamente alla selletta a nord del Colle delle Monache (1904 m). Senza percorso obbligato si risale adesso la lunga e ripida cresta che conduce direttamente all'anticima ovest di Monte Corvo (2533 m); da qui non resta che seguire la cresta verso est per raggiungere la cima di Monte Corvo (2623 m).

Con il sentiero della "normale" si scende (con attenzione) alla Sella di Monte Corvo (2305 m) e quindi verso est alla Fonte del Venacquaro (2045 m) e al fondo della grande conca glaciale del Venacquaro. Si imbocca quindi verso nord la splendida e pianeggiante Valle del Venacquaro, incuneata tra Monte Corvo e Pizzo d'Intermesoli, fino ad incontrare il bivio con il sentiero n. 13, che traversa verso sinistra su ripidi prati per scendere poi nel Vallone di Fosso del Monte al Rifugio del Monte (1614 m), in un fantastico prato al margine del bosco, circondato da enormi massi. Ora tocca risalire verso ovest, tra grandi faggi, fino al Piano di San Pietro (1800 m circa); da qui, aggirando a ovest la cima di Colle Abetone, si torna sulle erbose piste da sci di Prato Selva.

 

Tutte le escursioni sono di difficoltà "EE" (per escursionisti esperti), principalmente per il dislivello e la lunghezza, ma anche per qualche breve tratto esposto; in nessun caso sono presenti difficoltà di tipo alpinistico. Le escursioni saranno effettuate solamente in presenza di bel tempo stabile. I percorsi, benché conosciuti dalle guide, non saranno controllati prima dell'escursione, e quindi saranno possibili "sorprese".

Per gli orari consultare la pagina del programma delle escursioni.

 

Breve riepilogo della prima edizione

LE SALITE PIU' DURE DEL GRAN SASSO 2008

sabato 21 giugno: Monte Brancastello dalla pineta di San Pietro; salita per la cresta nord, discesa per il Vallone.
martedì 24 giugno: Pizzo d'Intermesoli da Pietracamela, per il Colle dell'Asino fino alla Conca del Sambuco, discesa per la stessa via.

giovedì 26 giugno: Monte Prena dal Lago di Pagliara; salita per la cresta nord e Vado di Ferruccio fino al Piano d'Abruna, discesa per il vallone di Fossaceca.

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