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LE
SALITE PIU' DURE DEL GRAN SASSO 2010
PIZZO
CEFALONE
10
luglio 2010
Sette del
mattino. Dalla strada del
Vasto la pista sale piano verso sinistra; prima di arrivare al rifugio
il sole spunta dietro la cresta delle Malecoste: non ci lascerà più
fino al tramonto. Dopo il rifugio e la doverosa bevuta alla fontana
(passeranno quasi 10 ore prima della prossima!) proseguiamo su tracce,
attraversando una profonda valletta che ci segnala di salire più
ripidamente.
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Più su, oltre lo stazzo, in riva al piccolo Lago di
Camarda, ci aspettano mucche, cavalli e alcuni cani; e lo splendido
panorama verso Campotosto e la Valle del Chiarino. Un forte vento ci
accompagna alla vetta del Pizzo di Camarda, risparmiandoci la sensazione
di caldo ma non le radiazioni solari.
Alla
Sella Malecoste incrociamo un folto gruppo di escursionisti che proviene
da Vasto, dirottati su questo itinerario da imprecise notizie sulla
percorribilità della Val Chiarino. |
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Consumiamo
il pranzo in prossimità di Cima Malecoste, prima di percorrere l'area
cresta con panorama mozzafiato su tutti i lati. L'ultimo tratto di
cresta, con la salita alla Cima Giovanni Paolo II ed al Pizzo Cefalone,
da percorrere su rocce e povere tracce di sentiero, ci rallenta
fortemente. |
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La
discesa nel Vallone della Portella sembra infinita. La sosta alla Fonte
ci ristora un poco, ma tocca ripartire perché si avvicina il tramonto.
E allora giù lungo gli infiniti tornanti, accorgendoci a malapena che
siamo entrati nel bosco, fino ad arrivare a Fonte Cerreto alle nove di
sera! |
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