| Cammino
faticosamente nella neve alta. Ad ogni passo il piede affonda oltre la
caviglia mentre, con il piccolo gruppo che mi segue, saliamo la larga
cresta di occidentale di Pago Martino. Siamo partiti da Arischia verso
le 9,30, scendendo all'antica Fonte degli Archi, per poi risalire
la pista innevata di Valle Cascio, battuta dalle ruote di qualche
fuoristrada, che hanno compresso la neve fino a trasformarla in
insidioso ghiaccio. Pių su, lasciata la strada, la neve morbida
permette una marcia pių sicura, fino a che tocca affrontare i primi
ripidi pendii per raggiungere la "nostra" cresta; a tratti ci
fermiamo a riprendere fiato, occasione giusta per una foto di gruppo.
Il cielo, finora grigio, comincia a schiarire, e sullo sfondo del gruppo
che sale spuntano i paesi di Arischia e Pizzoli. Mentre saliamo la
neve continua ad aumentare, anche sulla cresta; piccoli gruppi di
alberi, che con il loro tiepido calore hanno sciolto la neve, ci
permettono brevi soste quasi asciutte, mentre tra i rami di un faggio
spunta l'aguzzo Pizzo Cefalone.
La cresta
finalmente rimpiana, ed in lontananza dietro di noi ci fermiamo ad
ammirare il Terminillo. Un primo gruppo di pini all'inizio della discesa
ci offre un riparo per consumare (rapidamente) il pranzo al sacco,
mentre si sollevano piccole raffiche di vento e arriva qualche fiocco di
neve. Scendendo alterniamo tratti nel bosco, dove riusciamo a
seguire le piste dei cinghiali, a pendii spogli dove torniamo ad affondare
nella neve alta. Poi, finalmente, dall'alto ci appare la Valle di
San Giuliano; raggiungerla non č semplice, tra la fitta boscaglia e i
pendii sassosi, ma riusciamo comunque a trovare una traccia marcata che
ci conduce ai noti sentieri ed alla chiesetta di Madonna Fora.
Non resta che
scendere lungo la strada fino alla fontana sotto al convento e quindi su
asfalto al quartiere di Santa Barbara, dove arriviamo alle 16,30. |